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Come coltivare un Marimo: la alga a palla

By 3 Novembre 2022Blog
coltivare un Marimo

Coltivare un Marimo è davvero molto facile ed è una pianta molto longeva. Il Marimo (Aegagropila linnaei), detto anche “alga a palla”, è una delle ultime novità per gli appassionati di giardinaggio e da qualche anno è entrato anche nelle case degli italiani.

Anche se sembra una pallina di muschio, non è un muschio ma una particolare alga pluricellulare, tipica del Giappone ma presente anche in Estonia e nel nord Europa, che vive sul fondo di laghi non molto profondi, in modo da poter ricevere la luce solare ed effettuare la fotosintesi. Il suo nome deriva dal Giapponese e significa, appunto, alga (mo) a palla (mari).

I Marimo sono composti da un insieme di fusti molto sottili, intrecciati fra loro, di un bel colore verde intenso. Assumono una forma arrotondata poiché in natura le correnti le fanno rotolare sui fondali. Questi movimenti permettono anche al Marimo di esporre ai raggi solari tutti i suoi lati. Non ha radici e le sostanze nutritive vengono assorbite direttamente dai fusti, che hanno la capacità di acquisire dall’acqua i nitriti, nitrati e componenti ammonici necessari alla sua crescita.

Durante il giorno il Marimo effettua la fotosintesi clorofilliana e rilascia delle bolle di ossigeno, che si fermano sulla superficie e portano a galla il Marimo. Quando le bolle scoppiano il Marimo tornerà verso il fondo. Questi movimenti vengono chiamati “la danza del Marimo”. Se il vostro non balla, provate a spostarlo in una posizione più illuminata o cambiate l’acqua più spesso.

Il Marimo è molto longevo e può vivere fino a oltre 100 anni. Cresce di 5 mm ogni anno e nelle piante adulte si possono staccare delle gemme che daranno origine a un nuovo Marimo.

Il Marimo è un’alga protetta ed è bene acquistarlo solo in negozi specializzati e affidabili. Serve per evitare lo sviluppo del commercio irregolare e fregature: molti prodotti venduti online non sono veri Marimo.

Dove coltivare un Marimo

Il controllo della temperatura è molto importante, poiché Marimo non ama il caldo eccessivo. La temperatura ideale di coltivazione dovrebbe essere stabile tra i 15°C e i 20°C. Non ama il freddo sotto i 5°C, ma soprattutto non ama il caldo sopra i 25°C.

In estate dovremo quindi posizionare il Marimo in un locale rinfrescato dall’aria condizionata o un luogo particolarmente freddo della casa. Se le temperature superano i 25°C e se la pianta manifesta malessere, diventando grigia o bianca, possiamo conservare il Marimo per qualche giorno in frigorifero. Anche qualche giorno in cantina o in un locale fresco gli faranno bene: in natura cresce in fondo ai fiumi e non sempre riceve la luce del sole. Meglio l’ombra del caldo torrido!

Per il vaso del Marimo scegliamo una stanza illuminata della casa ma senza esporlo ai raggi diretti del sole. Come dicevamo poco fa, meglio l’ombra del sole diretto. In particolare in primavera e in estate, i raggi solari possono scaldare l’acqua danneggiando il Marimo.

Possiamo coltivare un Marimo anche in un acquario, ma solo in presenza di gamberetti e lumache di mare, con cui coabitano senza problemi. Altri tipi di pesci, come i pesci rossi, potrebbero nutrirsene.

coltivare un Marimo

Come coltivare un Marimo

Possiamo coltivare un Marimo in qualsiasi contenitore di vetro, a patto che sia trasparente, per permettere la fotosintesi clorofilliana.

Scegliamo un contenitore di almeno 150/200 ml: se abbiamo più esemplari o è abbastanza grande ne sceglieremo uno più capiente.

Va benissimo l’acqua oligominerale che acquistiamo in bottiglia. In alternativa possiamo usare l’acqua del rubinetto, ma avendo cura di lasciarla decantare in un recipiente per una giornata. Così facendo si depositeranno sul fondo le tracce più grandi di calcare, che ovviamente scarteremo. Il calcare non dà fastidio ai Marimo: si nutre di Calcio. È sconsigliata invece l’acqua distillata: è troppo povera di sali minerali, che il Marimo trae dall’acqua.

Se lo desideriamo possiamo decorare il contenitore, per esempio con della ghiaia per simulare il letto del fiume in cui crescono in natura i Marimo. Infine riempiamo il contenitore d’acqua, fino ad almeno 5 cm dal bordo.

Possiamo decidere se lasciarlo aperto o chiuderlo. Noi vi suggeriamo di chiuderlo, per evitare che entrino polvere e batteri o le zanzare depongano le uova.

coltivare un Marimo

Quando cambiare l’acqua

L’acqua si cambia ogni 10/15°C in autunno e in inverno e ogni settimana in primavera e in estate. Quando fa caldo è bene cambiarla più spesso per mantenerla più fresca.

Saltuariamente possiamo aggiungere un goccio di acqua gassata. Vedremo le palline di Marimo danzare, spinte verso l’acqua dalle bolle. Non esageriamo però: un eccesso di anidride carbonica nell’acqua non va bene.

Quando cambiano l’acqua, svuotiamo il contenitore e laviamolo bene. Estraiamo le palline di Marimo e strizziamole delicatamente. Se sono sporche di polvere, facciamole rotolare delicatamente con i palmi.

Come concimare un Marimo

Il Marimo non si concima. Assume calcio, nitri, fosfati e ammoniaca dall’acqua.

Se vogliamo far crescere più velocemente il nostro Marimo, cambiamo l’acqua più frequentemente.

Come curare un Marimo

Per prevenire i problemi, impariamo a riconoscere i segnali che il Marimo ci dà. Se è di colore verde intenso significa che sta bene.

Se il Marimo non “danza” e rimane sempre sul fondo, è possibile che l’attività di fotosintesi sia limitata. Spostiamolo il contenitore in un luogo più illuminato, ma non al sole diretto.

Se tende a scolorire verso il giallo, il bianco o il grigio significa che ha troppo caldo. Spostiamo in un luogo meno soleggiato e più fresco. Al limite, in frigorifero!

Se invece il Marimo tende verso il marrone, nella maggior parte dei casi è per colpa del caldo, ma potrebbe anche essere un batterio. Con l’acqua del rubinetto può succedere. È bene inoltre sapere che in natura le correnti degli specchi d’acqua muovono e spingono i Marimo sul fondale, dandogli la caratteristica forma a sfera e permettendogli di ricevere la luce del sole in tutte le sue parti. Nel barattolo non ci sono correnti: per imitarle, ruotiamo ogni settimana il barattolo, in modo da far rotolare i Marimo e fare in modo che prendano il sole in tutte le loro parti. Se un Marimo rimane fermo per troppo tempo, la parte che tocca sul fondo tende a diventare marrone.

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