was successfully added to your cart.

Cart

Come prevenire ed eliminare la Ticchiolatura della Rosa

eliminare la ticchiolatura della rosa

Eliminare la Ticchiolatura della Rosa non è impossibile, ma bisogna intervenire in modo tempestivo ed efficace. La Ticchiolatura della Rosa è una malattia fungina (Diplocarpon rosae) molto comune, caratterizzata dalla comparsa di macchie scure tondeggianti sulle foglie, che tendono ad allargarsi con il procedere dell’infezione.

Le foglie possono decolorarsi e la malattia, se non curata, porta alla completa defogliazione e morte della pianta.

A facilitare l’insorgere di quest’infezione concorrono il caldo oltre i 25°C e l’elevata umidità, come per esempio le giornate di pioggia estive. In inverno il fungo può essere presente anche se non ce ne accorgiamo, celandosi sulle foglie cadute o sui rami, per tornare poi l’estate successiva; è quindi spesso difficile da debellare.

La Ticchiolatura è una grave malattia crittogamica che non colpisce solo le Rose; possono esserne vittime anche le piante frutticole, come Pero, Melo o Nespolo, e altre piante ornamentali, come il Crisantemo, il Garofano o il Geranio.

Eliminare la ticchiolatura della Rosa: iniziamo dalla prevenzione

Il problema può essere arginato provvedendo in inverno a tagliare le foglie secche e i fusti malati. Queste parti infettate vanno poi eliminate o bruciate: non gettatele nel cumulo per il compostaggio poiché il fungo potrebbe proliferare e infettare il compost e quindi le piante su cui lo utilizzerete.

Inoltre, quando si piantano delle Rose, sarebbe bene scegliere una zona ventilata e lasciare spazio tra una pianta e l’altra, diradando la densità di piantagione e riducendo quindi l’umidità fogliare. Sempre per ridurre l’umidità ambientale e migliorare la circolazione dell’aria nel roseto, possiamo anche procedere potando la pianta, in modo da consentire maggior spazio tra una Rosa e l’altra, nel caso non sia possibile eseguire un trapianto.

Sempre a titolo preventivo e specialmente se le piante sono già state infettate negli anni precedenti, possiamo prevedere un trattamento con un preparato a base di zolfo o di rame: oltre a fornire elementi nutritivi alla pianta, creano un ambiente poco favorevole allo sviluppo delle spore e sono entrambi consentiti in agricoltura biologica. Un’altra soluzione biologica, di ultima generazione, è l’Idrogenocarbonato di Sodio: una polvere bianca cristallina da sciogliere in acqua e irrorare sulle piante, che crea un ambiente non adatto allo sviluppo delle spore. Agisce per contatto: innalzando il pH della superficie fogliare fa disidratare le spore. Naturalmente queste soluzioni biologiche devono essere ripetute nel tempo, poiché basta un temporale per lavare le foglie: sono però consigliabili sia alla prima comparsa del problema, sia a titolo preventivo nei mesi in cui la Ticchiolatura è maggiormente attiva.

Naturalmente anche una corretta concimazione concorre a prevenire le malattie: una pianta sana ha meno probabilità di ammalarsi.

In casi estremi

Se l’infestazione è ormai in corso, bisogna eliminare tutte le parti danneggiate, anche le foglie cadute a terra: in seguito vanno eliminate o bruciate poiché potrebbero infettare altre colture.

Possiamo quindi utilizzare un fungicida specifico per la Ticchiolatura della Rosa richiedendo l’assistenza dell’addetto alla vendita per le istruzioni d’uso. Il trattamento va ripetuto dopo 15 giorni.

Foto della Ticchiolatura tratte dal sito di Cifo.

Leave a Reply