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Come e perché usare gli elicitori e le sostanze di base sulle piante

By 4 Aprile 2023Blog

Imparare a utilizzare le sostanze di base sulle piante ci permetterà di migliorare la loro difesa da parassiti e spore fungine e di ridurre se non azzerare l’uso di insetticidi chimici.

Abbiamo già spiegato che da quest’anno gli hobbisti non potranno più acquistare la maggior parte degli agrofarmaci per la cura e la difesa delle piante a cui eravamo abituati, come insetticidi e fungicidi (per approfondire leggi questo articolo). L’offerta si è molto ridotta e anche alcune soluzioni consentite in agricoltura biologica sono state vietate agli hobbisti.

Se, ogni volta che una sta pianta male, non vogliamo chiamare un professionista con patentino fitosanitario e quindi abilitato all’acquisto e uso di agrofarmaci è bene imparare le “basi” del “giardinaggio biologico”! Non è ben chiaro se gli hobbisti possano accedere o meno al patentino, ma è a tutti evidente che la riduzione dell’uso di prodotti chimici in casa o sul terrazzo è un vantaggio per tutti: per l’ambiente, per le persone e gli animali con cui viviamo e per noi stessi che le utilizziamo.

Perché usare le sostanze di base sulle piante

Le sostanze di base sono una nuova categoria di prodotti, introdotta nel 2009 dal regolamento europeo nr 1107 dedicato ai prodotti fitosanitari. Il legislatore sentì l’esigenza di distinguere i fitosanitari veri e propri da quelle sostanze di uso comune che vengono utilizzate per la cura delle piante. Come per esempio lo zucchero o la cenere. Si voleva evitare una multa per uso improprio al consumatore e al tempo stesso esentare le industrie dal lungo e costoso iter di registrazione, tipico dei prodotti di sintesi, per una sostanza spesso di origine naturale. La normativa europea prevede comunque un dossier per appurare la sicurezza ambientale, visto che quella dell’uomo è già garantita essendo spesso prodotti alimentari.

Quindi le sostanze di base sono prodotti di origine naturale non utilizzate per scopi fitosanitari, ma che si dimostrano efficaci per la cura e la buona salute delle colture e sono autorizzati in agricoltura biologica. È il caso per esempio dell’Equisetum arvense usato principalmente come pianta medicinale e officinale, ma il cui estratto viene usato agricoltura biologica per combattere le malattie fungine sulle piante. L’estratto di Equiseto svolge un’azione fertilizzante grazie alla presenza di Potassio, Calcio e Magnesio, ma soprattutto è ricco di Silice. Una sostanza che rafforza i tessuti delle piante orticole e le rende meno soggette alle principali malattie fungine, come la Bolla, la Monilia, l’Oidio, la Peronospora, la Ruggine e la Ticchiolatura.

Tra le sostanze di base di origine vegetale ricordiamo anche l’estratto di Ortica che svolge un’azione urticante su Acari, Afidi e Cocciniglie.

Ci sono anche sostanze di base di origine minerale, come l’Idrossido di Calcio e l’Idrogeno Carbonato di Sodio. L’ Idrossido di Calcio, noto come calce spenta o calce idratata, viene utilizzato in edilizia e nell’industria alimentare, ma fin dall’epoca romana veniva usato in agricoltura per neutralizzare l’acidità del Solfato di Rame nella poltiglia bordolese. È stato inserito tra le sostanze di base proprio per le sue proprietà antifungine.

L’Idrogeno Carbonato di Sodio, noto come bicarbonato di sodio, si usa negli alimenti, nei dentifrici e anche nei medicinali. In agricoltura viene utilizzato per le sue proprietà antifungine, in particolare conto l’Oidio e la Ticchiolatura.

Gli elicitori: sostanze per migliorare le difese naturali delle piante

Accanto ai prodotti che creano sulle foglie un habitat sgradito agli insetti parassiti o alle spore fungine, le sostanze di base comprendono anche gli elicitori.

Gli elicitori non sono fitofarmaci, ma sostanze che migliorano le difese naturali delle piante.

Così come noi umani abbiamo un sistema immunitario, anche le piante sanno riconoscere la presenza di un potenziale rischio e attuano delle vere e proprie forme di difesa. Alcune piante sono per natura dotate di strumenti di protezione: pensiamo alle foglie amare o addirittura velenose per tenere lontani gli erbivori, oppure gli steli coperti di fitta peluria per tenere a distanza gli insetti pungenti-succhianti ed impedire che i loro rostri arrivino fino al gambo, oppure ai rami irti di spine utili per tenere lontani gli animali ghiotti di foglie.

Ma è stato anche dimostrato che alcune sostanze normalmente presenti nella pianta, tendono a concentrarsi in caso di un attacco esterno, per esempio un parassita che punge la foglia e succhia la linfa. Senza entrare troppo nei tecnicismi, le molecole che più si distinguono per la difesa naturale delle piante sono le fitoalessine, che comprendono diverse specie chimiche come i flavonoidi e i terpeni.

Gli elicitori sono quindi sostanze naturali, consentite in agricoltura biologica, che non svolgono un’azione diretta nei confronti di funghi o insetti, ma hanno una dimostrata capacità di stimolare nella pianta lo sviluppo delle difese naturali.

Tra gli elicitori utili per il giardinaggio ricordiamo il saccarosio, il chitosano cloridrato estratto dai gusci dei crostacei e la laminarina ottenuta da alghe. Pur essendo innocui per le piante, hanno una struttura cellulare simile a quella delle spore fungine: la pianta percepisce di essere attaccata da un fungo e risponde mettendo in campo le sue difese naturali.

In questo modo gli elicitori conferiscono alle piante un più alto livello di protezione e resistenza nei confronti di attacchi di patogeni o di altri stress biotici e abiotici. Nell’agricoltura biologica l’uso degli elicitori viene affiancato alla protezione fitosanitaria, poiché riduce il numero e l’intensità dei trattamenti con metodi tradizionali.

Come usare le sostanze di base sulle piante

Come abbiamo visto non si tratta di fitofarmaci o di insetticidi chimici con pronto effetto abbattente.

Le sostanze di base migliorano e stimolano le difese naturali delle piante e in alcuni casi creano un “film” protettivo sulle foglie che ha un effetto caustico e repellente nei confronti delle spore fungine e dei parassiti. Vanno quindi utilizzate in fase preventiva, prima della comparsa del problema e non solo quando ci sono già gli insetti o i funghi sulla pianta.

Dovremo cambiare il nostro approccio di coltivazione. In primavera, quando settimanalmente irrighiamo le piante del terrazzo, abituiamoci a sostenerle con un biostimolante liquido a base di elicitori e a proteggerle con sostanze di base e corroboranti per rendere “inospitali” le nostre piante agli occhi di insetti e funghi.

Contrariamente ai prodotti chimici, che vengono appositamente migliorati in laboratorio per persistere sulla pianta per molto tempo e ridurre i trattamenti, le soluzioni naturali non sono persistenti e vanno ripetute frequentemente. La dose e la modalità di applicazione, molto più ripetitiva rispetto agli agrofarmaci, giocano un ruolo fondamentale per il conseguimento dell’efficacia.

Indicativamente possiamo nebulizzare le sostanze sulle piante ogni 10 giorni per un’attività preventiva. In presenza di insetti o funghi intensificare ogni 7 giorni. Ma ogni sostanza di base ha caratteristiche e modalità di impiego differenti, quindi è bene sempre attenersi alle istruzioni riportate sull’etichetta.

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