Coltivare il Liriodendron tulipifera, conosciuto anche come l’Albero dei Tulipani o Liriodendro, è facile e molto soddisfacente se si possiede un giardino. Questo albero originario dell’America settentrionale, cresce fino a raggiungere vette di 20 metri e necessita perciò di molto spazio per potersi sviluppare al meglio.
Il Liriodendro è una pianta di media grandezza, caratterizzata da un tronco eretto liscio di colore grigio-verde e una folta chioma di forma piramidale. Le eleganti foglie verdi quadrilobate, diventano gialle durante la stagione autunnale, per poi cadere in inverno.
In primavera, invece, numerose inflorescenze simili a tulipani spuntano sulla pianta nei toni del giallo e del verde. Le piante più anziane, di circa 15-20 anni, producono in estate dei frutti a forma di pigna cariche di semi.
Coltivare il Liriodendron tulipifera: scegliere la giusta posizione
Il luogo ideale dove sistemare il Liriodendro è in pieno sole o in un luogo semi ombreggiato; sono piante resistenti che non temono il freddo ma hanno bisogno di molta luce per offrire ricche fioriture.
Mal sopportano il caldo torrido e per questo è bene provvedere con delle innaffiature durante i mesi siccitosi, mentre durante il resto dell’anno si accontenteranno dell’acqua piovana. Nei primi anni dalla messa a dimora è invece importante prevedere un’irrigazione costante, specialmente in primavera e in estate, poiché la piantina giovane non ha ancora sviluppato le radici in profondità e potrebbe soffrire per carenze idriche.
Substrato e concimazione
Il Liriodendro predilige substrati umidi e con un ph leggermente acido. Perciò quando si pone a dimora la piantina, è consigliabile integrare al concime organico anche una buona quantità di terriccio per piante acidofile.
La concimazione va effettuata all’inizio della primavera e dell’autunno utilizzando un concime granulare a lenta cessione, specifico per piante acidofile.
Cure e attenzioni particolari
Il Liriodendro viene spesso attaccato dagli Afidi ed è bene agire in modo tempestivo con insetticidi specifici fin dalla primavera, per evitare il sopraggiungere di malattie più gravi. Leggi questo articolo per maggiori informazioni sulla prevenzione e lotta agli Afidi.
Inoltre non di rado può sviluppare una clorosi fogliare, malattia tipica delle piante acidofile. La clorosi è una fisiopatia causata dalla carenza di ferro nel terreno o dall’impossibilità da parte delle radici di assorbirlo perché il suolo è molto ricco di calcare. Il problema si risolve concimando la pianta con fertilizzanti specifici ricchi di ferro.
Tutte le parti della pianta sono tossiche per l’uomo e non devono essere ingerite.




