Coltivare la Crassula ovata è facile anche per gli amanti del verde alle prime armi! La famiglia delle Crassule (Crassulaceae) ci riserva tante sorprese e sono circa 1.400 le specie differenti tra cui possiamo scegliere. Sono piante succulente e hanno quindi la duplice capacità di trattenere l’umidità nelle foglie o nei fusti e di utilizzarla nei periodi di siccità. Sono presenti sulla terra da 70 milioni di anni e sono diffuse praticamente su tutto il pianeta tranne nei giacchi polari.
Abbiamo già parlato della Crassula marnieriana e della Crassula pyramidalis e oggi ci dedichiamo alla Crassula ovata, chiamata così per le foglie carnose a forma di “uovo” che la caratterizzano.
È un arbusto sempreverde caratterizzato da una fitta ramificazione e col tempo può diventare un vero e proprio alberello. I fusti verdi tengono a lignificare e se coltivato correttamente può superare anche un metro d’altezza.
Le foglie sono carnose e di un bel colore verde intenso. Se esposte al sole troppo caldo o al freddo troppo intenso i bordi tendono a diventare rossicci. Da settembre a novembre produce tante infiorescenze a forma di stella di colore bianco e rosa.
È originaria del sud Africa ed è conosciuta anche come Albero di giada.
Dove coltivare la Crassula ovata
Tollera il freddo fino a 4°C e possiamo coltivarla in giardino soltanto nelle zone mediterranee con inverni miti. Possiamo invece coltivarla facilmente in casa in vaso, scegliendo una posizione luminosa ma non esposta direttamente ai raggi solari, specialmente in estate. Nei mesi più caldi possiamo spostarla sul terrazzo in una posizione ombreggiata.
Come travasare la Crassula ovata
Dopo l’acquisto possiamo rinvasare la Crassula ovata nel vaso in cui desideriamo coltivarla. Ma non è obbligatorio: le radici di questa pianta sono fibrose e corte e non richiede grandi contenitori. Anche il travaso in futuro si effettua molto raramente.
Utilizziamo sempre un terriccio per piante grasse e succulente, appositamente studiato per le particolari esigenze di queste piante. I substrati per succulente contengono sabbia e altri materiali che facilitano il drenaggio dell’acqua in eccesso e trattengono meno l’umidità. Al contrario del terriccio “universale” che invece deve avere una certa ritenzione apprezzata dalle piante “normali” e non succulente.
Come irrigare la Crassula ovata
Queste piante hanno sviluppato la capacità di immagazzinare riserve idriche perché in natura sono abituate a crescere su terreni aridi e in climi inospitali. È quindi più facile danneggiare la pianta con un eccesso d’acqua, a cui per natura non è abituata, piuttosto che un breve periodo di siccità.
Prima di irrigare aspettiamo quindi che il terriccio si asciughi e risulti secco al tatto. Quando irrighiamo, bagniamo bene tutto il terriccio, in modo che risultati omogeneamente irrigato. Lasciamo scolare per almeno 15 minuti l’acqua in eccesso prima di rimettere la pianta sul sottovaso o nel cachepot.
Dai primi caldi primaverili fino al termine della fioritura autunnale dovremo irrigare in modo regolare, più frequentemente in estate e meno nei mesi più freddi. Inverno sarà sufficiente 1 volta al mese.
Se abbiamo esagerato con l’irrigazione e il terriccio risulta troppo bagnato, meglio provvedere al rinvaso e alla sostituzione del terriccio prima che danneggi la pianta o sviluppi malattie fungine.
In primavera e in estate, diluiamo nell’acqua per l’irrigazione una dose di concime liquido per piante grasse. Sarà sufficiente farlo ogni 15 giorni, da aprile fino al termine della fioritura.



