Potare un albero ornamentale non è un compito semplice, sia perché spesso si lavora in altezza sia perché la mancanza di esperienza rischia di danneggiare la pianta.
Potare un albero: meno è meglio
Iniziamo col dire che la soluzione migliore per l’albero è di crescere libero nella sua forma naturale. Un albero non sottoposto a tagli eccessivi sarà sicuramente più sano, più bello e più sicuro in quanto maggiormente stabile. Quindi, nel dubbio, non potiamo!
In alcuni casi però un intervento di potatura diventa necessario. Gli alberi coltivati per motivi ornamentali possono richiedere periodiche potature per tre buone ragioni. Anzitutto per eliminare le eventuali parti secche oppure malate: un ramo colpito da malattie fungine deve essere eliminato per evitare il contagio. Un’altra ragione è il desiderio di dare una “forma” alla pianta: sia per ragioni estetiche, sia per ragioni pratiche, per esempio se l’albero è vicino al confine o a una casa. Una terza ragione è per stimolare alcune prestazioni della pianta, come la fioritura.
Alberi giovani e vecchi
Gli alberi adulti non richiedono interventi di taglio e vanno anzi evitate potature troppo severe. Come la “capitozzatura”: una tecnica utilizzata purtroppo ancora oggi che prevede il taglio del fusto e dei rami più grandi con l’obiettivo di contenere lo sviluppo in altezza della pianta. Oggi invece sappiamo che tagli troppo drastici rendono gli alberi più sensibili alle malattie e allo sradicamento.
Questa regola vale per tutti gli alberi, sia decidui sia sempreverdi o conifere. Alberi come gli Aceri vanno potati solo per pulire la pianta dai rami secchi.
Gli alberi giovani vanno potati specialmente se vogliamo creare una “forma” particolare o modificarne la struttura. Per esempio nelle conifere dovremo controllare la struttura portante che dovrà formarsi su un unico tronco, per evitare una pianta biforcata. In questo caso dovremo potare alla base i getti secondari.
Gli alberi che perdono le foglie
Nella gran parte dei casi le piante decidue, quelle che perdono le foglie, si potano quando entrano in riposo vegetativo e sono senza la chioma.
Almeno per due buoni motivi. Le potature provocano sempre stress alla pianta: se interveniamo durante la fase di dormienza non arrecheremo danni alla vegetazione. Inoltre la mancanza di foglie renderà più facile l’individuazione dei rami secchi o danneggiati e potremo vedere al meglio l’equilibrio della forma.
Quali attrezzature sono necessarie
Anzitutto quelle di sicurezza. Prima utilizzare qualsiasi attrezzo da taglio è bene munirsi di maschera e guanti protettivi.
Lo strumento da taglio andrà scelto in funzione della grandezza del ramo da tagliare. Le industrie del settore offrono un vasto ventaglio di possibilità: dalle cesoie per i rami più piccoli ai troncarami, dai segacci fino alle motoseghe. Ci sono anche svettatoi che sfruttano il sistema di taglio delle cesoie, ma sono montate su manici allungabili per potare in altezza.
- Cesoia
- Troncarami
- Segaccio
- Motosega
Prima di qualsiasi intervento di potatura, disinfettate le lame con alcool o una fiamma. Un’attenzione che dovremo avere anche quando passiamo da una pianta all’altra.
I tagli più grandi sono una porta d’ingresso per le spore, che diventeranno malattie fungine, e per alcuni parassiti. Nelle potature più importanti è bene proteggere la ferita con un mastice cicatrizzante.
Quando chiedere aiuto
Vi sconsigliamo sicuramente di lavorare in altezza, specialmente su scale improvvisate e senza i necessari sistemi di sicurezza. In queste condizioni basta una vespa per farci perdere l’equilibrio. La nostra vita vale più di un albero ornamentale.
Anche gli alberi vecchi o pregiati richiedono l’intervento di un giardiniere professionista. Oltre a lavorare in altezza in sicurezza, si avvalgono di attrezzature elettroniche all’avanguardia capaci di verificare la presenza di cavità nel tronco dell’aria e di eventuali parassiti nascosti.
Per potare un albero in altezza nella massima sicurezza si possono utilizzare delle piattaforme aeree ma si sta affermando la tecnica del tree-climbing: un mix tra alpinismo e giardinaggio, sicuramente più economico del noleggio di una piattaforma.

